Tra blogger e youtuber, quando la buona Comunicazione crea una stella

In principio fu Chiara Ferragni, che con il suo blog da 90mila visite quotidiane “The blonde salad” è diventata una delle influencer più seguite del globo. Cavalcando le tendenze del fashion l’esile ragazza di Cremona, armata di fotocamera e una buona dose di gusto estetico, ha conquistato un impero che solo nell’anno 2016 ha fatturato ben 20 milioni di euro: è la Chiara Ferragni Collection, un’insalata di accessori, capi d’abbigliamento e scarpe dalle linee pop-chic.

L’ingrediente principale di tanto successo?

Un sapiente lavoro di brandizzazione della persona: l’archetipo Ferragni rappresenta da sola il suo proprio marchio, il nome corrisponde al suo medesimo logo, occasionalmente sa trasformarsi nell’abile testimonial di sé stessa.

Una buona Comunicazione le ha permesso di veicolare efficientemente – ed efficacemente – le sue idee, trasformandole in oro.

Nulla di ciò che traspare sui social o motori di ricerca è lasciato al caso ma anzi rappresenta fedelmente la vision della giovane imprenditrice: il mondo del Luxury non ammette che la perfezione formale e Chiara lo sa bene. Basta dare uno sguardo al suo profilo Instagram da 10 milioni di follower: fotografie tecnicamente perfette scattate in location da sogno, abbinate ad hashtag semplici e diretti che non tralasciano di raccontare del suo personaggio, delle sue passioni – tra i tanti #TheBlondeSaladGoesTo… #ChiaraDoingThings e #NeverStop – ma soprattutto del suo business e dei marchi di cui è fiera ambasciatrice – come non citare #ChiaraLovesTods e #Nofilterneeded, l’hashtag ufficiale dei prodotti Pantene, che nel 2016 l’ha scelta come testimonial. La stessa formula vincente ha giovato anche allo youtuber milanese Gordon, al secolo Yuri Sterrore: senza un buon apparato comunicativo una parrucca, account sul social e tanto senso dell’umorismo non sarebbero bastati ad accalappiare quasi 1 milione e 195 mila like. Per non parlare dei mantra “Non fare la sottona” e del celeberrimo “Si sboccia poveri”, trasformatosi in un singolo da più di 1 milione e 500 mila visualizzazioni. Yuri naviga sapientemente sulle piattaforme sociali, ne intercetta le tendenze e le parodizza nei panni di Gordon; generando traffico sui suoi canali. I suoi hashtag contornano le foto dell’attuale generazione ventenni e tra serate alcoliche e delusioni amorose Yuri ha recentemente condotto il suo personale talkshow “Il punto G – ordon”. Conterraneo dello youtuber è Dario fashionblogger, tarchiato disoccupato di mezza età, ha fatto della sua straordinaria ordinarietà la sua bandiera. I 21 mila follower apprezzano i suoi outfit lowcost, descritti con un’autoironia travolgente, presentati tramite un piano comunicativo capillare che va a colpire ogni ceto della popolazione: chi ha voglia di ridere, chi ha voglia di giudicare, chi è interessato al fashion. Non è un caso che abbia recentemente lanciato la sua linea di magliette personalizzate indossate (e sponsorizzate) dai Dario fashionmodel, ragazzi della porta accanto che si divertono a postare selfie con la T-shirt del loro blogger preferito.

Perché la buona buona comunicazione, abbinata ad un’idea vincente, trasforma in oro ciò che tocca.

Alessandra Leo

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