Bonus pubblicità, la novità fiscale che rimborsa l’attività di comunicazione alla tua impresa

Investire in comunicazione per promuovere al meglio la propria attività commerciale potrebbe diventare più conveniente che mai.

A partire dal 2018 società, professionisti e lavoratori autonomi potranno infatti dedurre il 75/90% le spese di pubblicità e comunicazione dalla dichiarazione dei redditi: a stabilirlo sono la Camera e il TUIR (Testo Unico delle Imposte sul Reddito) nel secondo comma dell’articolo 108, che al più classico elenco delle spese di rappresentanza, stabilito dalla risoluzione 27/E del 12 marzo 2014, aggiunge quelle dedicate alla sponsorizzazione.
Non solo feste, gadget, omaggi e viaggi di rappresentanza, nel nuovo anno anche tutte le attività che apportano prestigio alle imprese contribuendo alla brand awareness verranno legalmente considerate detraibili dall’IVA. In particolare, la novità porge la mano a microimprese, start up e PMI innovative, che potranno farsi rimborsare dallo Stato sino al 90% delle somme investite in attività di comunicazione, tra servizi di ufficio stampa e agenzie creative. Diverso è il discorso per il restanti investimenti che il cosiddetto “bonus pubblicità” potrà rimborsare fino alla percentuale del 75. Con una ulteriore specifica: il bonus contempla il rimborso delle campagne già intraprese nel periodo compreso tra il 24 giugno e il 31 dicembre 2017.
Se la Legge di Bilancio 2018 introduce modifiche sostanziali, le linee guida concernenti le operazioni propagandistiche non cambiano e le spese contemplate nel bonus devono essere considerate congrue rispetto al volume d’affari dell’azienda, pena l’indeducibilità e il conseguente aumento del reddito nella rispettiva dichiarazione. Inoltre il costo totale dei beni distribuiti gratuitamente non può superare il limite prestabilito (il cui tetto è stato innalzato rispetto all’iniziale importo di 25,82 euro) e distingue con nettezza tra beni commissionati a società terze o acquistati e beni autoprodotti, ideati e realizzati all’interno dell’azienda stessa, i quali sono interamente detraibili a prescindere dal loro valore.

Altrettanto fondamentale rimane il principio di inerenza: che si parli di un ufficio comunicazione o di altre entità specializzate in pubbliche relazioni la loro attività deve potenzialmente generare benefici economici per l’impresa stessa, coerentemente con le pratiche commerciali del settore, quindi prima di investire come sempre è utile chiedere al commercialista.

Quale momento migliore per decidere di investire in comunicazione, ufficio stampa, sponsorizzazioni radiofoniche, spot televisivi e magazine cartacei o digitali?

 

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