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Le nuove potenzialità della comunicazione sociale

In giornate come questa, 25 novembre, ricorrenza della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ci si interroga spesso su quale ruolo possa e debba giocare la comunicazione in riferimento alle tematiche sociali.

La comunicazione sociale ha da sempre avuto lo scopo di aumentare la consapevolezza di un determinato problema all’interno della comunità nella quale viene effettuata. Dalle campagne contro il tabagismo a quelle sulla salute, l’attenzione è sempre stata posta sulla necessità di far conoscere l’entità del problema ai destinatari.

Non è sempre essenziale per una campagna comunicativa avere delle caratteristiche serie per poter raggiungere i migliori risultati, a prescindere dalla serietà del tema trattato. Varrebbe la pena sperimentare degli stili e dei linguaggi nuovi che possano creare un legame empatico con i destinatari e che possano essere ricordati più facilmente: ironico, rassicurante, scioccante.

La comunicazione come strumento attivo per prevenire il problema

In ricorrenze come la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne la comunicazione non deve limitarsi alla segnalazione di un problema. Ma deve diventare un vero e proprio strumento di prevenzione.

Nel caso della violenza di genere, la maggior parte delle campagne si concentrano sulle vittime e sulle risorse d’aiuto messe loro a disposizione. Gran parte della sensibilizzazione è infatti volta alla esortazione alle donne che subiscono delle brutalità a contattare il numero nazionale contro la violenza sulle donne e contro il fenomeno dello stalking.

Allo stesso tempo, però, è necessario comprendere le condizioni in cui si trovano i destinari di questi messaggi. La maggioranza delle donne che subiscono violenza, infatti, ha il timore di denunciare per tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Le paure di subire ulteriori atti violenti, dell’instabilità economica e di esporsi al giudizio degli altri.

I mezzi della comunicazione sociale

Le campagne di comunicazione solitamente non rappresentano gli altri attori della violenza di genere. Ad essere spesso dimenticati sono le persone a conoscenza della violenza che non denunciano.

Ma anche i figli di coppie nelle quali si verificano i maltrattamenti. Spettatori inermi davanti alla brutalità delle scene. E’ proprio per questo che la comunicazione non deve limitarsi all’esortazione della denuncia ma compiere un passo avanti sfruttando le potenzialità di internet, dei social network e dei personal media.

In questo modo, infatti, sarebbero coinvolti i più giovani. Ed allo stesso tempo si svilupperebbero degli stimoli comunicativi che possano essere educativi e che possano contribuire a contrastare un contesto culturale in cui la violenza sulla figura femminile è sinonimo di normalità.

La comunicazione deve necessariamente soffermarsi sul cambiamento che deve avvenire negli uomini, bambini e adulti. Una rivoluzione nelle loro abitudini, nelle loro identità, nei loro comportamenti e nelle loro credenze culturali.

Più responsabilizzazione e un maggior coinvolgimento permetterebbero infatti di rendere il problema più sentito e di ricevere l’attenzione che merita da quelle categorie contribuendo ad estirpare una vera e propria piaga sociale.

E’ proprio per questo che la comunicazione moderna deve necessariamente ripensare i destinatari dei messaggi, gli stili e i linguaggi comunicativi. Con queste nuove prospettive, la comunicazione diventa così un mezzo per eliminare il problema alla nascita. Prima che sia troppo tardi e sia necessario per le vittime rivolgersi all’1522, il numero antiviolenza e anti stalking.

Fabio Strazzaboschi

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