Sarahah: pericolo o innovazione?

Su Google Play nel giro di pochissimo tempo ha raggiunto oltre 10milioni di download. Sarahah la nuova app sviluppata da uno studente Saudita sta spopolando tra giovanissimi e meno giovano. Il suo nome tradotto dall’arabo significa “onesto“. E onesti appunto dovrebbero essere i commenti che possono essere inviati in modo anonimo attraverso la piattaforma.

L’app è nata infatti con lo scopo di permettere alle aziende di ricevere dei feedback dai propri clienti.

In pratica come funziona? Ogni iscritto può creare un proprio link (con il proprio nome o quello della propria azienda) e renderlo pubblico attraverso i profili social ( Facebook, Twitter, Google plus, Whatsapp ecc). In questo modo permette ad altri utenti iscritti di inviargli un messaggio nella libertà dell’anonimato e quindi la facilità di commento.

Perfetto per sapere davvero cosa ne pensano gli altri di te, ma qual è il “bug” di questa applicazione?

La sua stessa natura. Sarahah permette di ricevere e inviare messaggi in anonimato, ma non di rispondere ovviamente per non rompere la riservatezza. Il rischio però è la nascita di “haters” o “stalker” che possono accanirsi, senza dare la possibilità di ribattere o “difendersi”. Nulla di eccessivamente grave se si tratta di adulti o aziende, che nel raziocinio posso eliminare il profilo, o semplicemente “fregarsene”. Ma andrebbe ragionato l’effetto sui giovani. Non avendo questa applicazione filtri o blocchi particolari, non potrebbe fomentare casi di cyberbullismo?

 

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